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Non è poi così facile...
venerdì 16 marzo 2012
Fermarsi per un istante alla fine di una giornata e decidere di riordinare i propri pensieri. Ritagliarsi qualche minuto seduti ad una scrivania per lasciare tutto scritto da qualche parte.
Non sono una scrittrice...ci sono mille altre persone più brave di me, non mi serve rileggere pensando se ho scritto bene o meno. Mi basta lasciare che i miei pensieri vengano ricamati su un foglio, in modo ordinato.
Ultimamente mi siedo alla scrivania convinta di riuscirci, ma la metà delle volte non porto a termine una sola riga. E' davvero buffo, perfino ora mentre scrivo sto pensando alle mille altre cose che ho da fare. Così questo discorso si rivela inutile, senza capo ne coda.

In questi giorni non faccio che pensare che mi servirebbe quel briciolo di coraggio in più per dire le cose chiaramente. Non sono ipocrita, semplicemente a volte ci sono cose che mi fanno arrabbiare, che mi feriscono, ma preferisco tenerle per me per non provocare incomprensioni, litigi e quant'altro.
Lo conosco, le persone fanno uno sguardo particolare. Ovviamente ognuno ha la sua sfumatura ma...come chiamarla? la base? rimane la stessa. Quando dici qualcosa che le turba, che le ferisce...si vede. Si può essere l'attore migliore del mondo, ma negli occhi in quel momento passa qualcosa, anche solo per un istante. Quello. Proprio quello non riesco a sopportarlo, vorrei non vederlo mai, eppure mi capita sempre più spesso e sempre più forte.
Non faccio che rimandare, acconsentire per evitarlo soffocando me stessa. Ma ad un certo punto non riesco più a portare avanti questo teatrino. E' come reggere sul palmo delle mani una piramide di carte. Immobile. Pian piano le braccia si indolenziscono, tremano e poi cedono.
Como posso essere in grado di rendere felice chiunque, senza sbagliare? Quando quel "chiunque" comprende anche me stessa?
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